Marcatori Tumorali

Grazie alla precisione della tecnologia TRACE, applicata alla strumentazione Kryptor, siamo in grado di dosare con estrema precisione i marcatori tumorali, specialmente ai bassi livelli.
I marcatori tumorali sono uno strumento potente nel controllo della terapia e del follow-up del malato di cancro e la precisione è un parametro critico quando si sceglie il metodo di analisi.

Marcatori Tumorali

Il corso della malattia è riflesso normalmente dall'andamento individuale dei marcatori tumorali, che a sua volta deriva delle determinazioni seriali del marcatore tumorale di riferimento. Le dinamiche di queste misurazioni seriali sono più importanti della concentrazione di una singola determinazione, quindi è fondamentale disporre di una misurazione affidabile e precisa dell'analita.

L'alfafetoproteina (AFP) è una glicoproteina di 70 000 dalton, sintetizzata sia dalle cellule del sacco vitellino che del fegato fetale.
Il ruolo biologico dell'AFP non è chiaro ma sembra essere coinvolta nel trasporto degli acidi grassi (specialmente quelli insaturi).
Il dosaggio è particolarmente utile nei seguenti casi:

  • in oncologia, nella diagnosi e follow-up post-terapeutico di teratocarcinomi e metastasi epatiche;
  • in epatologia, come  un indicatore d'intensa rigenerazione epatica nelle epatiti virali;
  • in pediatria, per differenziare tra atresia biliare ed epatite neonatale e per confermare tirosinemia ereditaria;
  • in ostetricia, per la diagnosi dei difetti del tubo neurale (anencefalia, spina bifida) nel siero materno e nei campioni di liquido amniotico prelevati tra la 16-18esima settimana di gravidanza. Inoltre, un incrementato livello di AFP può indicare stress fetale o gravidanza multipla mentre un decremento può suggerire tossiemia, lenta crescita fetale o un tumore alla placenta. 
    Questo dosaggio inoltre può essere utilizzato nello screening della Sindrome di Down al II trimestre associato ad altri risultati clinici e biologici come il livello di ßHCG ed estriolo non coniugato, età materna ed età gestazionale.

Il CA 125 è una glicoproteina umana della famiglia delle mucine. Livelli sierici elevati sono principalmente associati a carcinomi ovarici di origine sierosa ed in misura minore ad altre neoplasie (seno, colon...) e malattie infiammatorie sierose (endometriosi, peritoniti, pleuriti...).
Interesse clinico:

  • aiuto nella diagnosi differenziale di tumori ovarici;
  • valutazione dell'efficacia del trattamento iniziale;
  • determinazione precoce di recidive o metastasi;
  • monitoraggio a lungo termine di pazienti in remissione.

Il dosaggio del CA 125 non deve essere utilizzato come test di screening per il carcinoma ovarico.

Il CA 15-3 è un antigene associato ai tumori della mammella, riconosciuto e dosato con anticorpi monoclonali. È una glicoproteina ad alto peso molecolare.
Livelli sierici di questo antigene sono significativamente alti in caso di carcinoma mammario. 

Livelli pre-operatori elevati di CA 15-3 sono associati ad una prognosi infausta e correlano con il volume del tumore.
Durante il periodo di remissione, ripetute determinazioni di CA 15-3 permettono un rilevamento  precoce di recidive o metastasi. Da quando la metastasi è diagnosticata e per tutta la durata del trattamento, variazioni dei livelli di CA 15-3 sono correlati all'efficacia terapeutica.

Il dosaggio del CA 15-3 è perciò indicato in tutti gli stadi di evoluzione del carcinoma mammario, ma non deve essere considerato un test di screening.

Il CA 19-9 è una glicoproteina di tipo mucinico  sintetizzata dalle cellule pancreatiche normali e dai dotti biliari ma anche dall'epitelio gastrico, colico, endometrico e salivare. Nei soggetti normali sono presenti basse concentrazioni di CA 19-9.
Questi livelli aumentano temporaneamente in caso di malattie infiammatorie benigne di origine biliare-digerente.

Viene utilizzato nel  follow up e controllo terapia in pazienti con cancro pancreatico escretorio, epatobiliare e gastrico  ed è un indicatore precoce di recidive e metastasi.
Questo dosaggio non deve essere considerato, in nessuna circostanza un test per lo screening di cancro.  Bassi livelli non escludono  la possibile presenza di un tumore maligno, come pure un alto livello non è sistematicamente indicativo dell'esistenza di tumore.

L'antigene carcinoembrionale (CEA) , è una glicoproteina con peso molecolare di circa 180 000 D, principalmente secreto ed escreto dai carcinomi del tratto digerente ghiandolare (colon, retto, pancreas, stomaco) e relative metastasi. E' stato anche trovato in altri tipi di carcinomi (mammella, polmone, ovaio, vescica, tiroide...).
La mancanza di specificità è dimostrata dai livelli incrementati nelle malattie infiammatorie benigne digestive e nelle malattie del sistema epatobiliare.
L'interesse clinico è principalmente rivolto ai carcinomi del colon retto.

Permette il monitoraggio dell'efficacia terapeutica. In particolare, la persistenza post operatoria di livelli elevati di CEA indica una resezione incompleta.
Nel carcinoma mammario e polmonare, il livello di CEA è correlato alla disseminazione metastatica e le sue variazioni sono considerate utili indicatori per il monitoraggio della risposta del paziente alla terapia.
Infine, l'associazione del CEA con la Calcitonina è utile nella diagnosi del carcinoma midollare della tiroide e nel follow up.

CYFRA 21-1 è un frammento della citocheratina 19 (CK19), membro del gruppo di proteine che formano il citoscheletro cellulare. È una proteina citoplasmatica di tipo acido, con un peso molecolare di 40000 D, espressa dall'epitelio semplice.
Utilizzo clinico:

  • Follow up nel cancro al polmone non a piccole cellule (NSC LC)
  • Follow up nel cancro alla vescica

I valori della Free BHCG, oltre ad essere utilizzati nel I e II trimestre di gravidanza, nello Screening della Sindrome di Down, sono utilizzati nella diagnosi e follow-up dei tumori trofoblastici di origine placentare o testicolare.
I tumori di origine placentare includono le mole cistiche, il carcinoma corionico e il corionepitelioma.
Il gruppo di origine testicolare include tumori a cellule germinali seminomatosi o tumori non seminomatosi del tipo trofoblastico.

Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) si trova nel siero in forma libera e legata.
La maggior parte del PSA nel siero è legato alla  a1-antichimotripsina (PSA-ACT) e alla a2-macroglobulina.
Solo il PSA-ACT ed il PSA libero sono immunoreattivi e, come tali, vengono misurati nei dosaggi PSA classici (misurazioni del PSA totale).
La concentrazione di PSA-ACT è maggiore negli uomini con carcinoma della prostata rispetto agli  uomini affetti da sola ipertrofia prostatica benigna. Inoltre la concentrazione di Free PSA è inversamente proporzionale a quella di PSA-ACT.

Conoscendo quindi  le concentrazioni di Free PSA e PSA totale è possibile gestire con più sicurezza la patologia prostatica.

L'NSE (Enolasi Neurone Specifica) è un enzima glicolitico di 95000 Da, normalmente presente nei neuroni, nei tessuti nervosi periferici e nei tessuti neuroendocrini, specialmente nelle cellule del sistema APUD (Captazione e decarbossilazione di precursori amminici).

Elevati livelli sierici di NSE sono stati trovati in casi di tumori di origine neuroectodermica o neuroendocrina come il carcinoma polmonare a piccole cellule ed il neuroblastoma.
I tumori bronchiali presentano molte varietà istologiche. Il carcinoma anaplastico a piccole cellule è il più temuto per la sua rapida crescita e frequentemente per la presenza di metastasi precoci.

Determinare il livello di NSE al momento della diagnosi consente di orientare la qualificazione anatomopatologica di questi tumori. Diversi studi hanno dimostrato una relazione tra i livelli sierici di NSE e la diffusione della malattia.
Il principale utilizzo clinico è per il follow-up e controllo della terapia.

Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è una proteasi serinica con un peso moelcolare di 34 000 Da che gioca un ruolo fondamentale nella liquefazione del liquido seminale.

Nel siero esistono contemporaneamente due forme di PSA, la forma libera e quella complessata ad a1 antichimotripsina (PSA-ACT) e a2-macroglobulina. I metodi convenzionali per il dosaggio del PSA misurano il PSA e PSA-ACT (PSA totale) senza differenziare tra le due forme. Nel siero di uomini sani è presente una piccola quantità di PSA totale mentre livelli sierici elevati sono riscontrati in casi di iperplasia benigna, prostatiti e  in casi di carcinoma prostatico.

Il dosaggio di PSA deve essere interpretato congiuntamente ad altri risultati clinici.

A partire da una soglia di sensibilità di 4 ng/mL il dosaggio del PSA può essere utilizzato fin dalla prima diagnosi di carcinoma della prostata e per tutte le varie fasi della malattia per la  determinazione dello stadio, la valutazione del volume tumorale, la risposta terapeutica, e soprattutto dopo l'intervento chirurgico, per la prognosi e durante la remissione, per un'individuazione precoce di eventuali recidive.

SCC è un marcatore tumorale per il rilevamento dell'antigene del carcinoma cellulare squamoso (SCCA); è un marker per i carcinomi a cellule squamose della cervice uterina, del polmone, della testa, del collo e dell'esofago. SCCA è una proteina di 48 kDa con alta omologia ad una famiglia di inibitori della proteasi nota come serpine.

SCCA è stato isolato per la prima volta da un carcinoma cervicale a cellule squamose e la maggior parte delle applicazioni cliniche di SCCA è correlata al trattamento di pazienti con cancro cervicale.
I livelli di SCCA nel siero prima del trattamento in pazienti con cancro cervicale può contribuire a differenziare le pazienti con e senza rischio di metastasi ai linfonodi.

Inoltre, è stato dimostrato che SCCA è un marcatore utile nel follow-up e nel monitoraggio della terapia e che livelli crescenti di SCCA potrebbero essere predittivi di recidiva.  Livelli elevati possono anche manifestarsi in condizioni benigne quali le malattie ginecologiche, le malattie infiammatorie dei polmoni o l'insufficienza epatica o renale.

La tireoglobulina è una glicoproteina dimerica con una massa molecolare di circa 660 kDa. La sua funzione fisiologica è quella di fornire il substrato per la sintesi degli ormoni tiroidei tetraiodotironina (T4) e triiodotironina (T3).
È indicata nel monitoraggio postoperatorio dopo tiroidectomia per l'esclusione o il rilevamento precoce di metastasi e recidiva di tumori o nella diagnosi differenziale di ipotiroidismo congenito e sospetta tireotossicosi factitia.

Livelli elevati di hTg sierica sono stati osservati in varie altre patologie tiroidee, come la malattia di Graves, la malattia di Hashimoto, il gozzo diffuso non tossico, ecc.
Oltre alle patologie che compromettono l'integrità morfologica della tiroide, intervengono numerose altre condizioni che possono pure influenzare il livello di hTg sierica, ad es. il ciclo mestruale, la gravidanza, il fumo, la carenza di iodio, gli ormoni della crescita, determinati farmaci, ecc.

I dosaggi della tireoglobulina sierica possono essere falsati dagli autoanticorpi anti-Tg pertanto sarebbe utile dosare anche questi anticorpi ed eventualmente eseguire un test di recupero.